Dice Renzi

di Franco Bianco @

Dice: ma la legge elettorale è una questione che è bene sia decisa dal più ampio arco di forze possibile. E’ vero, e perciò è corretto che si cerchi anche il concorso delle opposizioni.

Dice: ma Forza Italia è, sulla base degli ultimi risultati elettorali, il secondo partito italiano per numero di consensi ottenuti. E’ vero, i dati, a tutt’oggi, sono questi.

Dice: e perciò non si può non trattare con Berlusconi, che è il capo di quel secondo partito che è Forza Italia.

Eh no, qua non ci siamo. Berlusconi è un pregiudicato condannato dall’autorità giudiziaria della Repubblica – a quattro anni di reclusione (quattro, non uno, tanto per la precisione) ed all’interdizione dai pubblici uffici per due anni, non candidabile fino al 2019 – che solo per questioni “tecniche” (che in nessun altro Paese del mondo si verificherebbero, e che fa inorridire gli altri Paesi del mondo democratico) si trova ancora, ad oltre 5 mesi dalla condanna (1° agosto 2013), a disporre totalmente della propria libertà personale (ancora per poco): ma questo non altera la sua condizione di condannato e di interdetto (ed infatti non dispone più del passaporto).

Di conseguenza, il capo del maggior partito italiano avrebbe dovuto dire, rivolto non solo a Forza Italia ma all’intero Paese: io non posso, proprio non posso trattare con un condannato interdetto, che sia in un luogo “neutrale” o nella sede del Pd [il che, viene da dire, è veramente una sorta di “profanazione” laica, un “vulnus” simbolico della gravità inaudita di tale comportamento]; Forza Italia deleghi altre persone a trattare ed io le incontrerò, ma Berlusconi no, perché questa è la conseguenza della Legge, del patto civile fra gli italiani, perché se un partito vuole avere un pregiudicato condannato ed interdetto come suo capo è affar suo, per quanto moralmente e politicamente raccapricciante, ma non può pretendere che gli altri partiti accettino di trattare con una persona che in questo momento dovrebbe trovarsi nelle patrie galere e non potrebbe nemmeno essere assunto come bidello di una scuola (facciamo un’iperbole: ma allora, se un partito si scegliesse come capo Totò Riina o Matteo Messina Denaro o uno degli Schiavone o un qualunque altro malfattore sentenziato gli altri dovrebbero trattare con lui? Ma è più forte la designazione di un partito, o la Legge dello Stato?).

Dice: ma con Berlusconi è stato fatto un Governo, ed ora non lo si dovrebbe incontrare per una trattativa su una legge importante? Eh no, di nuovo no: il Governo è stato fatto con Forza Italia (PdL, all’epoca), non con Berlusconi (che infatti in quel Governo non era nemmeno usciere), e qui non si sta sostenendo che non si debba incontrare Forza Italia, ma che non si può e non si deve trattare con Berlusconi Silvio.

Berlusconi, lo sappiamo tutti, è stato condannato in via definitiva per un reato gravissimo, la frode fiscale (non vale discutere su quella sentenza: è la sentenza di uno Stato di diritto); è stato condannato in primo grado, ed è ancora esposto ai gradi di giudizio successivi, per altri reati anch’essi gravissimi: farne un interlocutore politico è un fatto di una gravità inaudita, che ci espone tutti alla condanna morale e perfino al ridicolo. Matteo Renzi, a mio giudizio, dimostra, nell’incontrare Berlusconi per trattare sulla legge elettorale, di non avere senso dello Stato (dello Stato di diritto, e del rispetto per le condanne che esso emette “in nome del popolo italiano”) ed anche un’idea peregrina (per non usare parole volgari) della moralità, quella pubblica ed anche quella sua personale di uomo e di politico: personalmente ne sono indignato.

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